L’acqua pura delle Dolomiti

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acqua è indubbiamente il nostro elemento preferito per la sua potenza e la sua purezza: plasma il terreno con il suo scorrere perpetuo e dà vita a ogni elemento presente sulla terra. Non a caso l'acqua è da sempre simbolo di fertilità, crescita e rigenerazione, e quella di montagna, in particolare, porta subito alla mente sensazioni di freschezza e purezza. Basti pensare a quando in alta quota, per ritemprarci dopo una camminata, ci sciacquiamo il viso con l'acqua fresca che sgorga dalla sorgente e immediatamente ci sentiamo la pelle riossigenata, che torna a respirare.

L’acqua di montagna è un’acqua di sorgente, pura e dolce, che ha origine da falde o giacimenti sotterranei ed è impossibile darle una singola definizione. Quest’acqua non può essere classificata con delle caratteristiche univoche perché cambia in base al luogo, alla montagna da cui sgorga e dalle rocce da cui è costituita.

All’acqua che scorre sulle rocce dolomitiche, però, una definizione possiamo darla, è inequivocabile espressione di energia, di un’energia organica accumulata nei millenni e che continua a vivere nella roccia dolomitica la quale, a sua volta, la cede all’acqua che scorre tra le pietre regalandole i più nobili componenti. Ecco perché l’acqua pura delle Dolomiti è rara e purissima, ma al contempo ricca di proprietà che arrivano dall’alba dei tempi.

 

Acqua pura delle Dolomiti

Già, perché l’ambiente che oggi ospita le Dolomiti ha subìto un’evoluzione costante e lenta. 237 milioni di anni fa era un gigantesco oceano primordiale, poi gli atolli corallini si sono innalzati fino a diventare le armoniose cattedrali di roccia che sono oggi. Le creste e i picchi vivono, respirano, cambiano, brillano e sono soggette al tempo e alle condizioni climatiche. E l’acqua che scorre su queste rocce ne carpisce tutte le proprietà. E allora non ci resta che celebrare questo elemento prezioso. Ed è proprio pensando a lei che facciamo nostra la frase di Marguerite Yourcenar: 

“Così, con un gesto devoto, bere l’acqua nel cavo delle mani o direttamente alla sorgente, fa sì che penetri in noi il sale più segreto della terra e la pioggia del cielo.”

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